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Le aziende italiane in tempi di crisi, ecco i dati di un'indagine di Adecco Institute

 

La crisi economica ha avuto un forte impatto sulle strategie messe a punto dalle risorse umane per far fronte alla svolta demografica, ma le aziende italiane sono quelle che licenziano meno. I due dati sono emersi a Roma nel corso della presentazione dell'indagine L'efficienza demografica delle imprese in tempi economicamente difficili, condotta da Adecco Institute.

 

Secondo l'istituto di ricerca di Adecco Group che effettua indagini sul futuro del lavoro e si propone di promuovere il dibattito sulle questioni correlate, in media le aziende europee hanno conseguito un indice di Efficienza Demografica (IED) di 172 punti. Un dato che rappresenta un calo di 10 punti rispetto al 2007 e che indica fortemente come le imprese gestiscano un fenomeno a lungo termine come l'invecchiamento della forza lavoro, sulla base di fatti a breve termine, quale la congiuntura economica negativa.

 

2.506 le aziende prese in esame fra Germania, Regno Unito, Francia, Spagna e Italia, da Adecco Institute, per calcolare l'indice di efficienza demografica, dato chiave dell'indagine partita nel 2006.  L'IED rivela il grado di preparazione delle aziende ad affrontare la svolta demografica ormai prossima e su una scala di 400 punti le imprese italiane hanno totalizzato una media di 168 punti, 14 in meno rispetto all'anno precedente (182 nel 2007).

 

Nonostante il calo dello IED, comunque, le aziende italiane rispetto a quelle degli altri paesi presi in esame  nello studio, licenziano meno, ricorrendo ad altre misure per fronteggiare la crisi:

 

  • riduzione del lavoro straordinario: 59% delle aziende
  • implementazione del lavoro part-time: 20% delle aziende
  • taglio dei bonus: 25% delle aziende

 

Critico nei confronti dei risultati, l'ex Ministro dell'Economia e del Lavoro tedesco, , Presidente dell'Adecco Institute.

 

"A fronte della sostanziale diminuzione dei punteggi IED complessivi, corrispondente all'inizio della crisi economica, desideriamo sottolineare che questo orientamento a breve termine è estremamente problematico anche alla luce della prossima ripresa, probabilmente caratterizzata da una carenza di competenze ancora maggiore - ha commentato Clement in occasione della presentazione della ricerca a Roma -. Piuttosto che risparmiare sui costi tagliando i programmi di sviluppo della forza lavoro, le imprese dovrebbero mantenere o persino ampliare queste attività, indipendentemente dai cambiamenti ciclici. La svolta demografica e le sue sfide non sono questioni da gestire in base agli andamenti del mercato, al contrario sono investimenti a lungo termine per le aziende. Solo le aziende che terranno questo a mente e manterranno le proprie attività saranno pronte per la prossima ripresa."

 

 

Per saperne di più www.adeccoinstitute.com