Adecco Worldwide
 

   
 

 

  Come sostenere un colloquio

Il colloquio di assunzione rappresenta una prova importante. E' una prova a due: il candidato e il selezionatore, che farà di tutto per cogliere le vostre reazioni, per leggervi nell'anima, in una parola, per misurare la vostra capacità di reazione.

 

Prima del colloquio ci si può preparare; è importante stabilire la traccia del colloquio, la scaletta, scegliendo bene le priorità, le cose importanti tralasciando i colpi a effetto. La cosa migliore è prepararsi a rispondere bene alle domande, prevedendone di cattive: queste servono a testare la vostra capacità di reazione.

 

Vi possono essere fatte anche domande molto personali e provocatorie. Sappiate che il territorio personale è protetto dalla legge sulla privacy, ma che le domande insinuanti vi vengono fatte non tanto per sapere, quanto per mettervi alla prova. State calmi e rispondete sempre senza inalberarvi.


Oltre a quello personale va simulato il percorso professionale. Spiegare, aggiungere, giustificare, far capire; ruoli, mansioni, profili, gradi di effettiva responsabilità; successi ottenuti con spirito di autocritica.


Finalmente arriva il giorno del colloquio! Mantenete un'aria serena e rilassata, anche se sarà difficile esserlo. Durante il colloquio si gioca una relazione a due in cui la chimica, il feeling, la pressione psicologica sono determinanti.


Qui avete modo di spiegare ma lasciate anche un pizzico di mistero; non fate lezioni di bravura, è facile montare in cattedra, ma è controproducente e fastidioso. Ad un primo colloquio ne possono seguire altri, con la stessa persona o con persone diverse. Vuol dire che siete giudicati interessanti.


Dopo il colloquio dovete avere la pazienza di aspettare. Non chiamate subito per chiedere l'esito: rivelerebbe una certa ansietà. Meglio avere le capacità di attendere con fiducia.

 

Anche in questo caso, se dopo un certo periodo di tempo, uno o due mesi, nessuno si è ancora fatto vivo, mettetevi il cuore in pace: avrete fatto un'esperienza buona per un'altra occasione.

 

Fonte 'CORRIERE LAVORO' a cura di Walter Passerini