Nell’ambito della conversione in legge del decreto Energia 2022 al Senato, è stata estesa la durata dei limiti per i contratti di lavoro in somministrazione.

Tale misura era stata introdotta a seguito dell’emergenza da Covid-19, al fine di assecondare e agevolare la ripresa delle attività lavorative, i lavoratori e le aziende. Inizialmente in scadenza il 31 dicembre 2022, è ora stata prorogata al 30 giugno 2024.

Contratto di somministrazione: funzionamento e durata

Il lavoro somministrato è un contratto nel quale ci sono tre protagonisti:

  • l’agenzia per il lavoro (somministratore);
  • il lavoratore;
  • l’azienda che ne fa richiesta.

L’agenzia per il lavoro si occupa di ricercare e selezionare il personale, di adempiere agli aspetti burocratici e di assumere e pagare il lavoratore che presterà servizio presso un’azienda. L’agenzia può assumere con un contratto di durata determinata o indeterminata.

Con la somministrazione di lavoro a tempo determinato (STD) l’agenzia per il lavoro mette a disposizione uno o più lavoratori qualificati con un contratto a termine, per rispondere ai bisogni temporanei da parte dell’azienda utilizzatrice.

I lavoratori assunti in somministrazione hanno diritti e doveri uguali a quelli dei dipendenti assunti direttamente dall’azienda.

Nel contratto di somministrazione sono previsti inoltre due diversi tipi di rapporti contrattuali:

  • un rapporto regolato da un contratto di lavoro subordinato

tra agenzia del lavoro (o agenzia di somministrazione) e lavoratore somministrato;

  • un rapporto regolato da un contratto commerciale di somministrazione tra agenzia di somministrazione e azienda utilizzatrice.

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Contratto di somministrazione: le nuove proroghe

Fino al 2021, il periodo di lavoro con contratto di somministrazione a tempo determinato, stipulato tra agenzia del lavoro e lavoratore, non poteva superare il limite massimo di 24 mesi. Una volta trascorsi 2 anni, qualora l’azienda fosse intenzionata a mantenere attiva la collaborazione con il lavoratore, il contratto di lavoro diventava a tempo indeterminato.

Tuttavia, a seguito della Legge di bilancio 2021, il Governo ha previsto diverse eccezioni per far fronte ai problemi nati durante la pandemia e per aumentare l’occupazione, favorendo lavoratori e aziende.

Il Decreto-legge del 17 dicembre 2021 (n. 215, conv. D.L. 21 ottobre 2021 - recante misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili) stabiliva per il contratto di somministrazione una novità: veniva infatti prorogata al 30 settembre 2022 la possibilità per le aziende e le agenzie del lavoro di impiegare lavoratori somministrati a tempo determinato per una durata superiore ai 24 mesi. Il decreto Sostegni ter aveva poi esteso la proroga al 31 dicembre 2022. Ora, l’ulteriore allungamento: fino al 30 giugno 2024, le agenzie e le imprese potranno assumere lavoratori con contratti in somministrazione a tempo determinato di durata superiore ai 24 mesi, senza che questo si trasformi in un contratto a tempo indeterminato.

Il periodo di lavoro può essere anche non continuativo e non determina il passaggio a un contratto di tipo indeterminato tra l’agenzia di somministrazione e il lavoratore somministrato, come era invece sancito in precedenza.

 

 



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