Il Quiet Quitting è un fenomeno sempre più diffuso: su TikTok, l’hashtag #quietquitting ha superato in breve tempo gli 8 milioni di visualizzazioni.

Letteralmente, il significato di “Quiet Quitting” è “licenziamento silenzioso”. Tuttavia, non si tratta di un vero e proprio licenziamento.

 

Che cos’è il Quiet Quitting?

Con l’espressione di Quiet Quitting si intende la tendenza a lavorare esclusivamente nei tempi e nei modi stabiliti secondo il contratto di lavoro, senza fare straordinari o assumersi responsabilità aggiuntive.

Si tratta di una forma di difesa a una problematica sempre più diffusa nel mondo del lavoro: il Burnout, ovvero la sindrome correlata allo stress da lavoro che, a lungo andare, causa l’esaurimento delle risorse psichiche e fisiche del lavoratore e la comparsa di sintomi negativi come ansia, nervosismo e demoralizzazione.

Secondo una ricerca condotta da Microsoft, il 54% dei lavoratori della generazione Z e il 41% della forza lavoro globale starebbe pensando di lasciare il posto di lavoro. Il Burnout, infatti, è un rischio particolarmente avvertito dai giovani professionisti con età compresa tra i 20 e i 30 anni.

 

Qual è la causa del Quiet Quitting?

Il Quiet Quitting si pone come la sovversione del mito di stampo statunitense secondo il quale le persone dovrebbero dedicare tutta la loro vita al lavoro. Un comportamento, quest’ultimo, che secondo diversi esperti può portare all’esaurimento da Burnout.

Sicuramente, la Pandemia da Covid-19 ha contribuito all’intensificarsi di questo fenomeno. Molti lavoratori, soprattutto i più giovani, sono entrati nel mondo del lavoro durante la Pandemia e hanno avuto come primo approccio professionale quello dello Smart Working. Parliamo quindi di un modello lavorativo che ha permesso un miglior bilanciamento tra lavoro e vita privata e ha portato i lavoratori a dare più importanza ad aspetti della propria vita altri rispetto al lavoro.

Un altro fattore che sta contribuendo al fenomeno del Quiet Quitting è da ricercare nell’incapacità di molti manager di costruire un rapporto alla pari e soddisfacente con i propri dipendenti. Del resto, le persone trascorrono buona parte della giornata sul luogo di lavoro: se sono insoddisfatte a livello professionale, l’impatto sulla loro vita sarà enorme.

 

Come prevenire il Quiet Quitting

Per prevenire il Quiet Quitting e al contempo aumentare la produttività in azienda è possibile mettere in atto alcune strategie.

 

Dosa il carico di lavoro

In una società ideale, i dipendenti avrebbero carichi di lavoro prevedibili e costanti. Tuttavia, alcuni settori lavorativi hanno ritmi molto intensi e talvolta può capitare di dover fare degli straordinari.

C’è però differenza tra il fermarsi oltre l’orario di lavoro nei periodi di maggior carico e l’affrontare ritmi lavorativi molto alti tutti i giorni. Quest’ultimo modus operandi, nel lungo termine, non è sostenibile per il lavoratore e può portare, come accennato in precedenza, a problematiche come quelle legate al Burnout.

 

Premia il tuo team

Le discrepanze salariali sono tra le principali cause del Quiet Quitting. Non necessariamente i dipendenti vogliono lavorare il minimo indispensabile, tuttavia ritengono che le ricompense non valgano lo sforzo extra.

Per mantenere o aumentare la fiducia dei lavoratori, è fondamentale premiarli. Assicurati che la loro retribuzione sia in linea con quelle previste dal mercato del lavoro e con il costo della vita, e introduci un sistema di benefit aziendali.

 

Ascolta i tuoi dipendenti

Spesso i dipendenti esprimono preoccupazioni che i manager riconoscono ma non riescono a risolvere o ignorano del tutto. I lavoratori che non si sentono ascoltati potrebbero diventare apatici, perdere fiducia nell’azienda e tendere così a lavorare il meno possibile.

Ascoltare i tuoi dipendenti e i motivi legati alle loro insoddisfazioni. Un atteggiamento di questo tipo può fare molto per evitare il licenziamento silenzioso.

 

Costruisci relazioni efficaci

Come anticipato, il Quiet Quitting è anche il risultato di una disconnessione tra dipendenti e datori di lavoro e di una mancata comunicazione tra i due soggetti. Costruire rapporti e relazioni efficaci con i dipendenti è un modo produttivo per colmare questo divario.

Mettiti alla pari dei tuoi dipendenti: così facendo si sentiranno anche più liberi di esprimere le proprie insoddisfazioni, consentendo così ai manager dell’azienda di risolvere le problematiche prima che queste sfocino nel fenomeno del licenziamento silenzioso.

 

Suggeriamo di inserire un link di approfondimento all’articolo “Comunicazioni dipendente-datore di lavoro: come fare? – Adecco”

 



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