Durante le fasi più acute della Pandemia da Covid-19, il lavoro a distanza ha rappresentato la modalità principale per lo svolgimento delle prestazioni lavorative. Si parla spesso di Smart Working per i dipendenti che lavorano in azienda, ma come funziona il lavoro agile per i dipendenti della Pubblica Amministrazione?

Smart Working nella Pubblica Amministrazione: le ultime notizie

Dopo mesi di confronto con i sindacati, il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha emanato le linee guida del nuovo contratto per lo Smart Working nella PA, che ora saranno inviate alla Conferenza Unificata Stato-Regioni. Se questa desse parere favorevole, verrebbero applicate a tutte le Amministrazioni pubbliche, con conseguente aggiornamento dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL).

Le nuove regole per lo Smart Working nella PA indicano le modalità con cui si dovrà svolgere e includono anche il Coworking, il lavoro decentrato e il telelavoro da casa. La presenza sarà di nuovo la forma principale per l’attività lavorativa, soprattutto per chi esercita funzioni di controllo e coordinamento. Inoltre:

  • l’adesione al lavoro agile è consentita a tutti i dipendenti della PA su base volontaria. Per permettere di avere ancora diritto allo Smart Working nella PA, è necessario stipulare un accordo individuale fra impresa e lavoratore, nel quale dovranno essere specificati la forma contrattuale (tempo pieno o part time, determinato o indeterminato), i tempi di alternanza tra lavoro agile e in presenza, i luoghi in cui si potrà svolgere la prestazione lavorativa, in quali orari e le modalità di supervisione da parte dei responsabili;
  • lo Stato dovrà fornire a ogni lavoratore gli strumenti necessari, tecnologici e informatici per poter lavorare. Manutenzione e sostituzione sono a carico del datore di lavoro. Si potranno utilizzare anche computer e tablet di proprietà;
  • il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni e ai giorni di malattia anche in Smart Working;
  • non esiste obbligo di Smart Working nella Pubblica Amministrazione e non si potrà licenziare il personale che si rifiuti di lavorare da remoto.

Smart Working nelle PA: il diritto alla disconnessione

Con la diffusione della modalità di lavoro in remoto è cresciuto anche il tempo che le persone trascorrono sui dispositivi digitali, con il conseguente aumento dei livelli di ansia e stress: da qui l’origine del “diritto alla disconnessione”, ora riconosciuto anche in Italia e presente tra le nuove linee guida dello Smart Working nelle PA.

Difatti, il dipendente non è tenuto ad essere reperibile oltre l’orario di lavoro: le ore lavorative vengono definite dai contratti nazionali e ciascun lavoratore ha diritto a periodi di inoperatività, nei quali va inclusa una fascia di disconnessione di almeno 11 ore di riposo consecutivo. Inoltre:

  • si possono usufruire dei permessi lavorativi anche in Smart Working;
  • non si ha diritto alle ore di lavoro straordinario, né a quelle per le trasferte;
  • viene garantita la formazione per l’uso delle piattaforme di comunicazione necessarie allo Smart Working.

Infine, ricordiamo che nell’attuale situazione di emergenza sanitaria, anche per la Pubblica Amministrazione resta in vigore il Green Pass obbligatorio per i lavoratori. A tal proposito, Adecco ha creato una guida utile per orientarsi con le ultime regole del Green Pass ed evitare di incorrere in sanzioni importanti.