La Normativa dell’infortunio sul lavoro affonda le sue radici nell’Ottocento. La Legge n.80 del 17 marzo 1898 ha infatti introdotto l’assicurazione sociale per gli infortuni sul lavoro, andando così ad affrontare l’eventualità che un evento nefasto si verificasse sul luogo di lavoro.

Sono seguite poi l’assicurazione per le malattie professionali (nel 1929) e il Testo Unico delle disposizioni in materia di assicurazione obbligatoria: il d.p.r. 30 giugno 1965, n.1124, poi modificato dal D.lgs n. 38/2000.

Fondamentale è il ruolo svolto dall’Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) che, nato nel 1933, si occupa oggi di indennizzare il lavoratore infortunato.

Che cos’è un infortunio sul lavoro?

L’infortunio sul lavoro, da non confondere con la malattia professionale, è un evento nefasto che colpisce il dipendente sul luogo di lavoro, minando la sua integrità psico-fisica. Da tale evento, può scaturire un’inabilità temporanea al lavoro, un’inabilità permanente parziale o assoluta, oppure la morte. Perché sia indennizzabile, un infortunio deve costringere a casa il lavoratore per più di tre giorni.

Sono dunque quattro le caratteristiche che un infortunio sul lavoro deve avere per essere riconosciuto come tale: l’evento nefasto, una lesione per il lavoratore, l’occasione di lavoro e la causa violenta. Fondamentale è quindi che ci sia un rapporto causa-effetto: se l’infortunio si verifica a causa di un comportamento estraneo al lavoro, o per dolo dell’infortunato, non può essere indennizzato. La causa, inoltre, deve essere violenta: deve insorgere dunque in maniera repentina e diretta.

Infortunio sul lavoro: cosa deve fare l'azienda?

In caso di infortunio sul lavoro, il datore di lavoro è soggetto a precisi obblighi.

Il lavoratore che ha subito l’infortunio deve rivolgersi al pronto soccorso, al medico curante o a quello eventualmente presente in azienda. Qualora l’infortunato non sia in condizioni di recarsi in ospedale autonomamente, dovrà essere accompagnato. Il sanitario gli presterà assistenza e gli fornirà il certificato medico necessario per inviare la denuncia all’INAIL.

Ma come aprire la richiesta di infortunio?

Il medico che presta la prima assistenza è chiamato a rilasciare il certificato medico, completo di diagnosi e di numero dei giorni di inabilità temporanea assoluta al lavoro. Tale certificato, sarà poi inviato telematicamente all’INAIL. A questo punto, il lavoratore o chi ne fa le veci trasmetterà al datore di lavoro il numero identificativo del certificato medico, la sua data e i giorni di prognosi.

Il datore di lavoro, entro due giorni dalla ricezione del certificato, sarà obbligato a inoltrare la comunicazione o la denuncia di infortunio all’INAIL in riferimento alla certificazione già trasmessa dal medico o dalla struttura sanitaria.

Si parla di “comunicazione” quando l’evento nefasto ha causato un’inabilità fino a tre giorni: in questo caso, la finalità è puramente informativa e statistica. Si parla invece di “denuncia” quando invece la prognosi è superiore a tre giorni. È importante sottolineare che sporgere denuncia è fondamentale affinché il lavoratore venga indennizzato dall’INAIL.

Quando l’azienda paga l’infortunio sul lavoro?

Il lavoratore che ha subito l’infortunio viene indennizzato in relazione alla gravità dell’evento subito, alle conseguenze dell’incidente e ai giorni di prognosi.

Dal 1° al 3° giorno, sarà il datore di lavoro a pagarlo:

  • al 100% della retribuzione normalmente percepita dal lavoratore per quanto riguarda il giorno dell’infortunio;
  • al 60% fino al terzo giorno successivo il giorno dell’evento.

Dal 4° giorno subentra l’INAIL, che indennizzerà il lavoratore:

  • al 60% della sua retribuzione media giornaliera fino al 90° giorno;
  • al 75% dal 91° giorno fino all’avvenuta guarigione.

Queste sono le principali informazioni che le aziende devono tenere presente in tema di infortunio sul lavoro. Per aggiornamenti e ulteriori approfondimenti, le imprese possono inoltre consultare la sezione “Gestione infortunio” sul sito dell’INAIL.