La normativa sul lavoro straordinario è indicata nel Decreto Legislativo n.66 dell’8 aprile 2003 "Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro".

Con tale decreto, il Governo italiano ha recepito le direttive comunitarie della Comunità Europea applicandole a tutti i settori lavorativi pubblici e privati (salvo eccezioni).

Ma come funzionano le ore di straordinario e come vengono pagate?

Le ore di straordinario sono le ore di lavoro svolte oltre le 40 ore settimanali stabilite dal contratto lavorativo per Legge. . .

È bene sapere che le ore di lavoro complessive non possono essere più di 48 in 7 giorni. In questo monte ore non rientrano inoltre la malattia, l’infortunio, le ferie, la maternità e i riposi alternativi al pagamento degli straordinari.

Non tutti i lavoratori, però, hanno contratti da 40 ore settimanali: esistono diverse eccezioni stabilite dai contratti collettivi, come il CCNL Cooperative Sociali che fissa a 38 le ore massime di lavoro.

Quando si considera lavoro straordinario, in tal caso? Quando il lavoratore presta la sua opera oltre la 38esima ora. Il tetto massimo di ore straordinarie annuali è fissato dai contratti collettivi o, in assenza dei medesimi, è stabilito nel limite delle 250 ore.

Gli straordinari, tuttavia, non sono sempre ammessi. Un datore di lavoro può richiederli quando:

  • si trova a dover fronteggiare esigenze tecniche produttive impreviste ed eccezionali, che non possono essere risolte ad esempio mediante l’assunzione di altri dipendenti;
  • deve fare i conti con cause di forza maggiore, e con eventi che rendono necessario il ricorso al lavoro straordinario per evitare pericoli gravi e immediati o danni alle persone o alla produzione;
  • è alle prese con particolari eventi, come possono essere le fiere legate alla propria attività.

Il lavoratore può rifiutare di prestarsi al lavoro straordinario se è uno studente lavoratore, quando è impossibilitato a prestare l’opera per un motivo di comprovata gravità o quando il datore di lavoro lo richiede in modo ingiustificato.

Quanto deve essere pagato lo straordinario

Come si pagano gli straordinari? È bene sapere che sono maggiorati rispetto alla normale retribuzione, secondo quanto stabilito dal CCNL della specifica categoria. A volte, i contratti prevedono periodi di riposo compensativo, in alternativa al pagamento degli straordinari in busta paga.

Ad esempio, il CCNL dei metalmeccanici stabilisce un massimo di 2 ore giornaliere (8 settimanali) di lavoro straordinario, in aggiunta alle 200 ore annuali (250 se l’azienda ha meno di 200 dipendenti). Le prime due ore di lavoro straordinario sono maggiorate del 25%, quelle successive del 30%. Gli straordinari notturni sono maggiorati del 50% se il lavoro non si svolge a turni, del 40% in caso contrario. Lavorare di domenica o nei festivi è pagato il 50% in più.

Il CCNL Commercio riconosce invece una retribuzione maggiorata del 15% se si lavora da 41 a 48 ore settimanali, del 20% se si lavora oltre la 48esima ora, del 30% per il lavoro domenicale o durante le feste. Lo straordinario di notte, tra le 22.00 e le 6.00, è pagato il 50% in più (ma non va confuso con i normali turni di lavoro notturno).