In un mercato del lavoro sempre più competitivo e in rapida evoluzione è fondamentale per le aziende capire perché alcuni dipendenti se ne vanno mentre altri restano. Trattenere i talenti migliori, infatti, ha effetti benefici sui profitti aziendali.

Comprendere quello che i dipendenti apprezzano, misurare l'impatto finanziario del turnover e gestire e migliorare la fidelizzazione dei dipendenti sono tutti vantaggi strategici. Da qui, l’importanza dell’Employee Retention.

Employee Retention: che cos’è?

Con questo termine si vanno a identificare le strategie di conservazione e di fidelizzazione dei dipendenti, per evitare che guardino altrove in cerca di nuove opportunità di lavoro.

Capire come valorizzare i dipendenti, farli crescere e come fare Retention in azienda è fondamentale. Perché, se in alcuni casi trattenere un lavoratore è impossibile (basti pensare ad esempio al caso in cui debba trasferirsi in un’altra città per seguire il coniuge), in altri è doveroso provarci.

Un lavoratore che pensa di essere giunto al culmine della sua carriera in un’azienda, e non vede possibilità di crescita ulteriore, può “finire nel mirino” di altre aziende che operano nel medesimo settore. Coinvolgerlo, trovargli nuovi obiettivi e ridefinire il suo piano carriera potrebbe convincerlo a restare.

Le strategie di Employee Retention portano con sé diversi benefici:

  • assumere nuovi dipendenti e formarli è costoso e, se quel dipendente si licenzia troppo presto, la spesa non viene recuperata. Non solo: anche la coesione del Team all’interno del quale il dipendente aveva iniziato a lavorare può risentirne, inficiandone la produttività;
  • fidelizzando i dipendenti si riducono i costi di selezione del personale;
  • il turnover dei dipendenti e il cosiddetto Skill Shortage riduce la produttività: un nuovo lavoratore ha bisogno di tempo per mettersi al passo e per iniziare a produrre a un livello paragonabile a quello del suo predecessore. Chi rimane, dunque, per un certo periodo deve farsi carico di lavoro aggiuntivo e potrebbe produrre a un ritmo inferiore;
  • le aziende con programmi di Employee Retention promuovono un maggiore coinvolgimento di tutti i lavoratori in azienda. Al contrario, un flusso costante di dimissioni ha un effetto smorzante sul morale e sulla produttività dei dipendenti che rimangono;
  • più a lungo i dipendenti restano in azienda, più sono coinvolti, informati ed esperti, con forti legami con clienti e fornitori;
  • capire come far crescere un dipendente e come tenerlo in azienda non comporta solo un taglio dei costi, ma può avere un impatto anche sulle entrate. I datori di lavoro con elevati tassi di fidelizzazione offrono una migliore esperienza a clienti e dipendenti, conservano i migliori talenti e hanno aziende più produttive.

 

Strategie di Employee Retention

Le strategie di Employee Retention sono numerose.

Tutto comincia da un’attenta selezione dei dipendenti, ad esempio attraverso i servizi di Recruitment Consulting delle Agenzie del Lavoro rivolti alle aziende.

È importante porre le giuste domande in fase di colloquio: non basta che un candidato sia competente, è necessario anche che le sue caratteristiche ben si sposino con la cultura aziendale.

Inoltre, il lavoro offerto deve essere stimolante: può essere un progetto diverso da quelli seguiti in precedenza dal candidato, può richiedere l’impiego di un’abilità che fino a quel momento aveva messo da parte, oppure consentirgli di acquisire nuove Skills.

Anche lo stipendio deve essere adeguato. Infine, un’efficace strategia di Employee Retention passa anche attraverso eventuali Benefit concessi ai dipendenti: dall’auto aziendale agli accessi in palestra, dalle convenzioni con centri medici ai buoni vacanza.

Infine, è decisivo creare un ambiente di lavoro che faccia stare bene i lavoratori, ed è importante che l’azienda sia sempre in ascolto dei propri dipendenti: un’azienda felice è basata, infatti, su lavoratori che si sentono considerati e stimolati.